GLI ERCOLINI SALGONO IN CATTEDRA AL LICEO, UNA LEZIONE CONTRO I PREGIUDIZI

Il liceo classico Orazio di Roma ha dato l’opportunità agli Ercolini di 17/18 anni di raccontarsi davanti a un pubblico di alunni della loro stessa età.

L’incontro è stato voluto dal loro professore di religione Roberto Cetera il quale ha voluto concludere con l’appuntamento odierno, un calendario ricco di attività per formare in modo adeguato i suoi ragazzi dinanzi a diverse tematiche sociali.

E’ stata la prima volta per tutti. L’emozione era tangibile tra gli ospiti.  Mister Salvo ha preso la parola per primo e si è proseguito con la visione di alcuni filmati dopo i quali si è aperto un confronto diretto con gli alunni, che dopo le prime timidezze hanno mostrato una grande curiosità e apertura.


Tutti gli occhi erano puntati su gli Ercolini, che con grande coraggio hanno preso parola, uno alla volta, si sono raccontati e hanno risposto alle domande degli studenti del liceo.
Tre ore in cui si sono succedute tre classi diverse. Le domande più ricorrenti: “i rom rubano per cultura?” e ancora “ i rom sono nomadi?” e  “Se avessero la possibilità andrebbero a vivere nelle case?” .
Quello che mi è piaciuto molto nelle risposte degli Ercolini è che si sono sostenuti a vicenda; laddove qualcuno più degli altri ha esposto le proprie difficoltà (ad esempio il non rivelare ai propri compagni di scuola le proprie origini rom per paura di essere giudicato) gli altri hanno saputo sdrammatizzare in maniera intelligente e sensibile. Cosa che ha attirato ancora di più l’attenzione degli alunni, che per loro conto si sono dimostrati molto disposti al confronto; tanto che una studentessa ci ha sorpreso chiedendoci  come mai ogni volta che si parla di rom si debba specificare che sono rom e non se ne parla mai come ragazzi, come persone.


Dall’esperienza di oggi abbiamo compreso che un’ipotesi migliore c’è sempre, e che le giovani generazioni hanno una mente aperta e multiculturale più delle generazioni che le hanno precedute. A volte è evidente come nel caso della giovane alunna che ci ha sorpreso con le sue parole. A volte c’è solo da soffiare un pochino sull’entusiasmo sopito della loro curiosità.

 

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