Ercolini allontanati dal centro commerciale perche ritenuti “persone non gradite”

L’episodio discriminatorio è avvenuto presso il prestigioso Centro commerciale Porta di Roma in zona Bufalotta. I 5 giovani calciatori di 15 anni, appartenenti all’associazione sportiva Ercolini di don Orione erano in compagnia del loro allenatore, l’educatore Salvatore Paddeu, il quale si era allontanato per fare la spesa, lasciando i ragazzi all’ingresso per non far affaticare uno di loro essendo infortunato al ginocchio. Dopo pochi minuti l’allenatore ha ricevuto la telefonata dal capitano della squadra “Mister corri qui da noi, ci hanno fermato e ci vogliono mandare via perché siamo persone non gradite!”. Salvatore si è precipitato all’ingresso del centro commerciale e ha trovato i suoi ragazzi circondati da due uomini con le divise di “vigilantes”, i quali hanno specificato che nei giorni precedenti hanno sorpreso dei Rom a rubare e per questo hanno pensato bene di allontanare anche i cinque Ercolini.

A raccontare l’accaduto è uno dei ragazzi “Eravamo nel negozio di telefonia ad un tratto quel vigilantes mi ha chiamato e mi ha chiesto di quale etnia fossimo, quando gli ho detto che eravamo rom ci ha detto ben tre volte di andare via, accerchiandoci insieme ai suoi colleghi” prosegue un altro giovane “Mister io non capivo perché dovevamo essere trattati cosi e invece gli altri ragazzi potevano stare in quel negozio indisturbati, ma il signore in divisa ci ha detto che eravamo “persone non gradite” e quando gli ho chiesto cosa intendesse mi ha risposto “vai a studiartelo cosa vuol dire”.

Continuava a dirci di uscire fuori, tutte le persone ci guardavano come se fossimo stati dei delinquenti, ma io cercavo di spiegargli che eravamo col nostro allenatore e lui non ci credeva. Gli ho pure detto che siamo dei calciatori dell’associazione Ercolini e giochiamo nel campionato U.S. Acli ma quel signore non mi faceva nemmeno parlare, ci continuava a dire di andare immediatamente via. Ma perché mister ci trattano cosi? Noi non facciamo nulla di male, siamo come gli altri ragazzi!”. Domanda difficile da rispondere, l’allenatore prende le difese dei suoi ragazzi, spiega il percorso sportivo, formativo e di integrazione ma il vigilantes non riconosce il suo sbaglio e inizia a negare. Gli Ercolini chiedono di avvisare subito il Presidente della squadra, Monsignor D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, cercano in lui protezione e rispetto di una dignità troppo spesso calpestata a causa dei pregiudizi. Il Presidente chiede di parlare telefonicamente con l’uomo che si è permesso di offendere i suoi Ercolini e gli ribadisce l’abuso di potere nei confronti di minori. Viene messo a conoscenza anche il Presidente dei calciatori italiani Damiano Tommasi che tranquillizza i piccoli campioni. Interviene una pattuglia della Polizia e il brutto episodio viene immediatamente denunciato alle autorità competenti.

Papa Francesco, durante la visita nella parrocchia di S.Elisabetta, ha ricevuto gli stessi ragazzi che l’hanno omaggiato con la propria maglia della squadra, e nonostante proprio qualche giorno fa, abbia invitato a non discriminare queste minoranze etniche, tutto procede come sempre, costringendo questi giovani a crescere in modo emarginato, lontano dalla società e temuti come individui non graditi. Proprio ieri altri bambini rom tesserati tra gli Ercolini, hanno svolto un casting col noto regista Pupi Avati, questa sera saranno ospiti ai festeggiamenti del centenario del CONI e tanto altro viene fatto per offrire loro una valida alternativa alla strada come lo si può vedere dal sito della associazione www.associazioneercolini.it

L’associazione Ercolini di don Orione, da 10 anni, si impegna nel formare questi giovani aiutandoli in un riscatto sociale e nello stesso tempo, i tanti volontari, sensibilizzano la società a non chiudersi dietro l’invalicabile muro del razzismo. Quel muro va abbattuto, la dignità di ogni cittadino deve essere rispettata!

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